Dagli atti dell’archivio parrocchiale risulta che la chiesa di Santa Maria Maggiore fu consacrata il 16 agosto 1495. Ma la sua costruzione risale a più di un secolo prima e cioè verso la metà del XIV secolo.

La chiesa originariamente non aveva le attuali dimensioni. L’attuale coro non faceva parte della struttura, e neanche le navate laterali erano così larghe.

In origine non fu chiesa parrocchiale. Cominciò ad esserlo nel 1460. Dagli  atti degli archivi, infatti risulta che il primo Arciprete fu Don Paolo Cuccì, morto nel 1472 dopo 11 anni di parrocato. La Parrocchia del borgo era prima la chiesa di San Giuliano. Nella seconda metà del 1500, visto il consistente incremento della popolazione,  si pose il problema dell’ampliamento della chiesa. Fu così che, nella metà del 1600, con l’Arciprete Don Nicola Giaconia, non solo venne ampliata ma subì un mutamento radicale dello stile. Si ricorse, come era di moda allora, ad uno stile composito di barocco primitivo. Il tetto con capriate in legno di quercia e castagno locale scomparve al di sopra di pesanti volte a forma di botte. Furono anche demolite le finestre arabesche di pietra calcarea e sostituite con finestre a forma di mezza luna sempre rivestite da intonaci. Alle basi di queste finestre furono eseguiti grossi e pesanti cornicioni.

Col trascorrere degli anni tale spinta provocò lo sgretolamento delle murature di pietra al di sopra dei tetti delle navate laterali, provocando numerose lesioni trasversali e longitudinali che, nel 1966, raggiunsero proporzioni tali da minacciare il crollo della chiesa. Lo stesso anno, a settembre, la chiesa fu chiusa al culto. I lavori di restauro portarono la struttura all’originaria bellezza. In stile barocco sono rimaste le cappelle laterali. Le finestre rifatte sullo stile originario sono diventate ventitré. Il pavimento è stato rifatto sul modello originario in cotto toscano.

La facciata della chiesa originariamente era a uno spiovente, mentre oggi si presenta retta. Il portale in pietra è originale. Le parti angolari della Torre sono state rifatte in data A.D. luglio 1827. Sulla Torre è stato sovrapposto l’orologio pubblico.

Fonte: Giuseppe Antista, Architettura e arte a Geraci (XI – XVI secolo), Geraci Siculo-San Martino delle Scale 2009.
Per approfondimenti e ulteriori dettagli sull’architettura di chiese e monumenti si rimanda
ai siti del comune di Geraci Siculo e della Pro Loco. Da tali fonti è stata elaborata questa

Fonte: Giuseppe Antista, Architettura e arte a Geraci (XI – XVI secolo), Geraci Siculo-San Martino delle Scale 2009.
Per approfondimenti e ulteriori dettagli sull’architettura di chiese e monumenti si rimanda ai siti del comune di Geraci Siculo e della Pro Loco. Da tali fonti è stata elaborata questa sintesi.

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