Percorrendo la via Maggiore e proseguendo per piazza San Giuliano, girando in via Barricate giungerete alla torre di Angelmaro.

Si tratta di una costruzione militare eretta nei primi decenni della conquista normanna, e passata alla storia perché teatro di alcune vicende cavalleresche note attraverso la cronaca di Goffredo Malaterra. Nel 1081 il gran conte Ruggero aveva dato in sposa Aldruda, vedova del valoroso cavaliere Serlone, al milite Angelmaro. Quest’ultimo, a cui spettava per la dote della moglie la quarta parte della contea di Geraci, si inorgoglì dell’onore ricevuto, tentò di circuire gli abitanti del luogo e trasformò la sua abitazione in una possente torre, emblema del nuovo status sociale. Tutto ciò provocò l’ira di Ruggero, che assediò il borgo, destituì Angelmaro e riprese il pieno controllo del sito.

La torre ripropone lo schema del baluardo su un’altura (naturale o artificiale), diffuso in Normandia e nel sud dell’Inghilterra e introdotto in Sicilia al tempo della conquista. La costruzione, oggi trasformata in abitazione, si presenta come un severo e compatto volume su quattro livelli, i cui lati misurano in pianta circa dodici metri per otto. Al piano terra sul lato orientale è posto l’ingresso, mentre sul lato meridionale si sono conservate due feritoie che dall’interno hanno una profonda strombatura destinata all’arciere. Questi due fronti prospettano su uno stretto cortile, chiuso a est da un tratto della cinta muraria che in origine circondava la torre e sul quale si apre il portale d’accesso ad arco acuto.

Fonte: Giuseppe Antista, Architettura e arte a Geraci (XI – XVI secolo), Geraci Siculo-San Martino delle Scale 2009.
Per approfondimenti e ulteriori dettagli sull’architettura di chiese e monumenti si rimanda ai siti del comune di Geraci Siculo e della Pro Loco. Da tali fonti è stata elaborata questa sintesi.

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