Uno dei posti più popolari di Geraci è diventato negli ultimi anni Il Salto dei Ventimiglia. Si tratta di un affaccio panoramico sulla vallata orientale dell’abitato, il cui vasto orizzonte giunge fino alle falde dell’Etna.

Questo piccolo belvedere è stato realizzato nel luogo che, secondo la trazione storiografica, fu teatro della morte di Francesco I Ventimiglia. La leggenda racconta che da questo luogo, nel 1337, il conte di Geraci, inseguito dalle truppe regie di Pietro II d’Aragona, si sarebbe lanciato con il cavallo bendato precipitando nel profondissimo dirupo sottostante.

Addentrandovi per le stradine in discesa del borgo, a partire dalla piazza centrale, troverete, subito dopo il convento delle monache benedettine, una passerella in acciaio e vetro di circa tre metri. Il vetro permette al visitatore di rivivere metaforicamente il salto nel vuoto del Conte Ventimiglia. Se non soffrite di vertigini e siete amanti dei panorami mozzafiato, vi consigliamo di provare la passerella invisibile sul dirupo.

E ovviamente di fare una foto come se foste immersi nel vuoto! Accanto all’affaccio, nell’attiguo locale a piano terra della Biblioteca Comunale, è stato allestito un centro informativo dotato di una postazione multimediale. Lì sono stati esposti dei bassorilievi artistici in terracotta incentrati sulla storia del luogo, opera del ceramista di Santo Stefano di Camastra Filadelfio Todaro. Una tappa obbligatoria per tutti i visitatori che arrivano nel borgo!

Fonte: Giuseppe Antista, Architettura e arte a Geraci (XI – XVI secolo), Geraci Siculo-San Martino delle Scale 2009.
Per approfondimenti e ulteriori dettagli sull’architettura di chiese e monumenti si rimanda ai siti del comune di Geraci Siculo e della Pro Loco. Da tali fonti è stata elaborata questa sintesi.

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