La chiesa di San Giuliano fu la prima parrocchia di Geraci e la sua esistenza è attestata fin dal 1338.  La sua storia ebbe un nuovo corso a partire dalla fine del Quattrocento quando, in concomitanza con la consacrazione dell’attuale chiesa Madre, venne annessa al monastero benedettino di Santa Caterina, abitato fino al maggio 2015 da monache di clausura della congregazione cassinese.

Già nel 1492 era attiva «una congregazione di donne oneste ritirate» che conduceva vita comune in alcuni locali nei pressi di San Giuliano.  Ma solo nel 1498, in seguito alla visita del vicario generale dell’arcivescovo di Messina Antonio de Mortellens, venne ufficialmente riconosciuto il monastero «sotto la regola del patriarca San Benedetto» e l’anno successivo fu eletta la prima abbadessa, donna Ramondetta Russo.

Tra le prime opere commissionate dalle monache per la chiesa, rientra la statua di Santa Caterina d’Alessandria posta sull’altare principale della chiesa, che risale al 1505 e può essere ricondotta al noto scultore Giuliano Mancino.

Nel corso del Seicento la chiesa fu sottoposta a notevoli interventi che abbellirono l’austera fabbrica medievale, in origine a tre navate, e la dotarono di significative opere d’arte.

Nel secolo successivo si decise di decorare l’interno ingaggiando lo stuccatore palermitano Francesco Alaimo, che in alcuni cantieri aveva collaborato con il noto maestro Procopio Serpotta. Purtroppo gran parte della sua opera è andata persa a causa dei terremoti del 1818-1819 che arrecarono gravi danni all’edificio.

Fonte: Giuseppe Antista, Architettura e arte a Geraci (XI – XVI secolo), Geraci Siculo-San Martino delle Scale 2009.
Per approfondimenti e ulteriori dettagli sull’architettura di chiese e monumenti si rimanda ai siti del comune di Geraci Siculo e della Pro Loco. Da tali fonti è stata elaborata questa sintesi.

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