L’edificio, conosciuto dai geracesi come chiesa di Sant’Antonino, era in costruzione già alla fine del Cinquecento e sorse ai margini della città del tempo. Se la parte esterna della costruzione ci mostra un carattere austero, appena ravvivato da un piccolo campanile in mattoni, all’interno troviamo ornamenti e decorazione a stucco con motivi tardo barocchi, che culminano nello scenografico altare principale.

Negli altari che affiancano l’unica navata della chiesa sono custodite diverse opere d’arte, tra cui si richiama l’attenzione sul dipinto della Madre Santissima del Lume, opera del 1757 da attribuirsi alla bottega di Gaetano e Antonio Mercurio. 

Un’altra interessante tela del XVIII secolo, rara come soggetto iconografico, è quella del Transito di San Giuseppe, che rappresenta la morte del Santo, assistito da Gesù e Maria, sotto lo sguardo di Dio Padre e dello Spirito Santo.

Il piccolo oratorio in fondo alla chiesa, attualmente usato come sacrestia, si caratterizza per la decorazione a stucco ed estesi affreschi alle pareti, nonché per i pavimenti con mattonelle di cotto maiolicate.

Il settecentesco collegio definisce un’intera facciata della piazza del Popolo. Quella posta di fronte la chiesa Madre, che occupa un intero isolato. Per la sua costruzione pare furono demolite diverse abitazioni e la preesistente chiesa di San Michele, documentata fin dal 1622, al momento della visita pastorale del vescovo don Andrea Mastrillo.

Il nuovo convento femminile fu il primo di questo ordine nella diocesi di Messina e fu fondato nel 1738 su licenza dell’arcivescovo Tommaso Vidal y de Nin, per volontà dell’arciprete don Gaetano Viviano, allo scopo di accogliere ed educare le giovani orfane del paese.

L’annessa chiesa dedicata alla SS. Trinità venne aperta al culto già nel 1762, anche se fu completata con la decorazione a stucco solo nel 1774. L’interno è a navata unica coperta da una volta a botte e si conclude nel fastoso altare con coppie di colonne su mensole che contornano la tela dell’Incoronazione della Vergine da parte della SS. Trinità (1774). Assieme ad altri dipinti del XVIII secolo nella chiesa si conserva la statua lignea di San Michele Arcangelo, risalente alla prima metà del Seicento e proveniente dall’omonima chiesetta scomparsa.

Fonte: Giuseppe Antista, Architettura e arte a Geraci (XI – XVI secolo), Geraci Siculo-San Martino delle Scale 2009.
Per approfondimenti e ulteriori dettagli sull’architettura di chiese e monumenti si rimanda ai siti del comune di Geraci Siculo e della Pro Loco. Da tali fonti è stata elaborata questa sintesi.

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