Scendendo verso valle, è impossibile non notare due splendide costruzioni, tra le più antiche del nostro borgo: la Chiesa di San Bartolomeo e il Convento degli Agostiniani, che si sviluppa adiacente.
La Chiesa di San Bartolomeo
L’origine della chiesa è da ascrivere alla piena età medievale. Con molta probabilità, l’edificio sacro fu costruito dai Ventimiglia con funzione di sepolcreto di famiglia. La chiesa si presenta con un’unica navata e venne poi ampliata nel 1769, abbattendo la parete di fondo e mutandone l’orientamento. La stessa analisi degli stucchi, infatti, sottolinea due preziosi e differenti repertori decorativi corrispondenti a fasi lavorative successive: il presbiterio segue lo stile tardo-barocco, mentre la navata presenta motivi semplificati di ascendenza neoclassica.
Le opere custodite
Tante le opere custodite all’interno della Chiesa di San Bartolomeo. Tra queste, il prezioso trittico marmoreo costituito dalle sculture della Madonna con Bambino tra i Santi Bartolomeo e Giacomo (rispettivamente, patrono e protettore di Geraci). Nell’ordine superiore è posta la Pietà, con l’Addolorata tra Maria di Cheofe e Maria di Magdala, e ai lati l’Annunciazione, con le figure dell’arcangelo Gabriele e di Maria. La composizione culmina con la raffigurazione di Dio Padre benedicente, mentre nella predella sono posti i bassorilievi della Natività e del martirio di San Bartolomeo e di San Giacomo.
Il convento degli Agostiniani
Adiacente alla chiesa, si trova l’ex Convento agostiniano databile al XVII secolo. Il fabbricato venne concesso alla comunità religiosa degli Agostiniani della Congregazione di Centorbi, i quali erano dediti alla preghiera e alla coltivazione. Il complesso conventuale conteneva in origine nove celle, un refettorio, una cucina, una cannava, un riposto, una stalla, dispense di vino ed una chiesa. Anche se ristrutturato di recente, al punto di vista urbanistico l’ex convento conserva ancora la sua antica struttura planimetrica e l’originaria distribuzione degli spazi interni.
FOTO: Typical Sicily
Maria Pia Scancarello
