Alla scoperta della Torre di Angelmaro: origini e vicende cavalleresche

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Passeggiando per i vicoli del borgo, la sensazione è quella di respirare l’atmosfera medievale. Percezione che diventa ancor più forte dinnanzi alla Torre di Angelmaro, una costruzione tipicamente militare dell’epoca, passata alla storia per alcune coinvolgenti vicende cavalleresche.

La storia della Torre

Alla fine dell’anno 1000, la Contea di Geraci passò nelle mani di Aldusa, moglie del Conte Serlone, morto in un’imboscata per mano dei Saraceni.

Il Conte Ruggero decise allora di dar in moglie Aldusa al nobile condottiero Gregorio Angelmaro, al quale venne donata gran parte della Contea per la dote della moglie. Per smania di potere, considerato il grande privilegio ricevuto, il milite decise di far costruire una Torre ancor più alta di quella eretta dal Conte Ruggero. Quest’ultimo, sentitosi offeso dal gesto, ordinò a Engelmaro di demolirla ma invano. Il rifiuto irritò talmente il Conte che decise di assediare Geraci. Angelmaro fu così costretto a lasciare la Contea, che passò poi ad Eliusa, figlia di Serlone.

La costruzione

La Torre ripropone lo schema del baluardo su un’altura, introdotto in Sicilia al tempo della conquista normanna. La costruzione è oggi adibita ad abitazione su quattro livelli. All’interno della struttura, sono ancora conservate due feritoie che dall’interno hanno una profonda strombatura destinata all’arciere, nel ricordo di un’epoca passata.

Maria Pia Scancarello

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